"11. 1820. Viceconsole onorario in Roma". Richiesta dell'istituzione della carica perorata dal console Francesco Pandolfini tramite il governatore di Livorno Francesco Spannocchi.
"32. 1841. Giustificazioni relative alla trattativa degli affari concernenti la Elisa Boldrini, per la condonazione della pena di carcere inflittagli dal Vicariato; il Lorenzo Balducci, per ottenere di stabilire il suo domicilio in Toscana; la Felice Taddei, pel reclamo contro un vetturino toscano; il Ferdinando Sborgi, per la espulsione dalla casa Pandolfini; l'eredità Gavazzi, per il reliquato dell'amministrazione della detta eredità".
"4. 1842. Lettera di congratulazione del cavaliere commendatore Pandolfini a S. E. R.ma monsignor Zacchia, nuovo direttore generale di polizia e governatore di Roma"
"40. 1842. Visti ai passaporti che diconsi non richiesti nel Porto di Livorno. Osservazioni a S. E. quel sig. governatore" [Corsini Neri iunior] sulla diminuzione di prestigio sofferta dal console toscano di Roma per il fatto che i passaporti dei forestieri che per via di mare giungono in Toscana sono vidimati presso il Consolato di Civitavecchia.
"23. 1844. Presidente del Buon Governo di Toscana [Giovanni Bologna].[Richiesta di] notizie intorno alle suore di S. Giuseppe, originarie francesi, dimoranti in Roma" e di notizie riguardanti l'amministrazione delle medesime. Procura affidata al console Pandolfini per le trattative riguardanti l'amministrazione delle suore di S. Giuseppe e la loro partenza alla volta dello stabilimento penale e penitenziario di S. Gimignano nel Granducato di Toscana.